Il Pericolo dell’Intelligenza Artificiale


Negli ultimi anni si è acceso il dibattito se sia lecito, oppure no, continuare a far progredire la tecnologia in modo così forte come si è fatto sinora. Questo dibattito nasce soprattutto per via dell’Intelligenza Artificiale (IA) che ha compiuto, negli ultimi tempi, incredibili passi in avanti. Passi talmente significativi da far preoccupare gli stessi scienziati e finanziatori che finora hanno contribuito allo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale stessa.

Il 21 agosto 2017 Elon Musk (fondatore di PayPal, Tesla e Space X) insieme a un centinaio tra i maggiori esperti d’Intelligenza Artificiale al mondo hanno scritto una lettera aperta all’ONU. Nella lettera viene chiesta la messa al bando dello sviluppo di “sistemi letali autonomi”, ovvero di quelle ricerche che hanno come fine l’applicazione dell’Intelligenza Artificiale negli armamenti militari. Scrivono:

«Una volta sviluppate [armi con IA], i conflitti armati saranno combattuti su una scala più grande che mai, e in tempi più rapidi di quanto gli umani possano comprendere».

La lettera poi continua con tono inquietante:

«Non abbiamo molto tempo per agire: una volta aperto, questo vaso di Pandora sarà difficile da chiudere». [Fonte]

Insomma, lo scenario descritto sembra il prologo al film Terminator. Questa lettera diventa ancora più allarmante se si considera che è stata resa pubblica durante la conferenza mondiale sull’Intelligenza Artificiale e che è la prima volta che esperti del settore si schierano in modo così netto.

Elon Musk, pur essendo uno dei più grandi finanziatori delle ricerche sull’Intelligenza Artificiale, da sempre mette in guardia i potenti dai gravi pericoli a cui questa può portare. Tra le tante dichiarazioni fatte da Musk sull’argomento possiamo leggere:

«Penso che dovremmo stare molto attenti all’Intelligenza Artificiale. Se me lo chiedessero direi che è questa la più grande minaccia alla nostra esistenza». [Fonte]

I firmatari della lettera contro i “sistemi letali autonomi” non sono le prime personalità di rilievo a preoccuparsi delle conseguenze dell’Intelligenza Artificiale. Stephen Hawking, uno dei più importanti e celebri scienziati viventi, ha dichiarato recentemente:

«Nel futuro, l’intelligenza artificiale potrebbe sviluppare una volontà propria in conflitto con la nostra». [Fonte]

Il riferimento al fatto che, per una futura intelligenza artificiale molto sviluppata, l’umanità potrebbe esser un problema è chiaro. E infatti qualche anno prima aveva dichiarato in modo molto crudo e sempre, ovviamente, in riferimento all’IA:

«Il suo ulteriore sviluppo potrebbe portare alla fine della razza umana». [Fonte]

Anche Bill Gates vede del pericolo nell’IA:

«Prima le macchine faranno un sacco di lavoro per noi e non saranno super intelligenti. Sarà positivo, se saremo capaci di maneggiarle bene. Un paio di decenni più tardi, penso, questa intelligenza diventerà un problema. Sono d’accordo con Elon Musk e qualche altro e non capisco perché alcune persone se ne disinteressino». [Fonte]

E queste sono solo le dichiarazioni dei nomi più celebri e altisonanti. È inutile sottolineare il fatto che moltissimi altri esperti molto importanti del settore, seppure non così famosi, sono altrettanto preoccupati.

Il problema di tutta questa storia è che esiste tutto un altro schieramento, altrettanto importante, che invece sostiene fortemente lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale. E il problema diventa ancora più considerevole se si tiene in conto il fatto che uno dei principali sostenitori della IA si chiama Mark Zuckerberg, proprietario, per chi non ne fosse a conoscenza, di Facebook e WhatsApp. E infatti sono molto accessi, negli ultimi tempi, gli scontri tra Elon Musk e Mark Zuckerberg proprio a causa della loro contrapposizione di vedute sull’IA. La cosa interessante è che il primo allarme sull’intelligenza artificiale è arrivato recentemente proprio da Facebook.

A fine luglio 2017 i notiziari hanno riportato una notizia che fino a non molto tempo fa sarebbe sembrata fantascientifica. Due macchine, durante un esperimento sull’IA nei centri di ricerca di Facebook, hanno iniziato all’improvviso a comunicare tra di loro in un linguaggio incomprensibile per l’uomo. La situazione ha destato un tale allarme tra i ricercatori da spingerli a spegnere le macchine e a interrompere la sperimentazione [Fonte]. Ovviamente si sono accese parecchie controversie sulla questione.

Una via di uscita

La questione sul pericolo dell’Intelligenza Artificiale è molto seria. Eppure quasi nessuno, tra il grande pubblico, sembra prenderla seriamente, molto probabilmente perché si crede ancora che si tratti di un argomento “fantascientifico”. Al contrario, come abbiamo visto dalle dichiarazioni fatte dalle personalità più importanti del mondo tecnologico, la situazione è molto più vicina e reale di quello che si pensi. È sufficiente fare una breve ricerca su Google o anche su YouTube sulle Reti Neurali Artificiali per rendersi conto di quanto le ricerche del settore siano incredibilmente avanti.

Esiste qualche soluzione prima che questo “vaso di Pandora” venga aperto? Certo, la messa a bando della IA nell’ambito militare potrebbe essere un primo passo provvisorio. Ma solo provvisorio. Credo che il problema principale riguardi la nostra forma mentis, la nostra visione del mondo. Siamo sempre più dipendenti dalla tecnologia. Sempre di più.

Anche se non ce ne rendiamo conto, vediamo con disprezzo ciò che riguarda il fare le cose con il corpo. Si tende sempre di più ad apprezzare i lavori prettamente intellettuali e a disprezzare quelli artigianali. I nerd – un tempo piccola minoranza e oggi di numero sempre maggiore tra i giovani – si vantano per la loro ossessione per le nuove tecnologie e per i mondi astratti e disprezzano gli sportivi e coloro che danno importanza al corpo. Le relazioni interpersonali si creano ormai solo sui social mentre nelle piazze, nei mercati o nei locali non ci va più nessuno per fare conoscenza (se qualcuno oggi ci prova rischia di passare anche per maniaco). C’è da stupirsi, dunque, se il mondo sta andando, sempre più velocemente, verso una realtà in cui tutto ciò che è corporeo diventa inutile e ciò che conta sono solo super intelligenze artificiali?

Tempo fa scrissi un articolo (qui per leggerlo) per portare a conoscenza del lettore dell’esistenza di una filosofia – ben finanziata e sostenuta da organizzazioni – che elogia e spera nel superamento dell’essere umano in favore della macchina. Questa filosofia si chiama Transumanesimo. A seguito di quell’articolo qualcuno, molto vicino a questa linea di pensiero, mi chiese perché mi ostino a non accettare tutto ciò, visto che si tratta della logica conseguenza dell’evoluzione. La mia risposa si basò anch’essa sulla logica dettata dall’evoluzione. La natura impone non solo a ogni individuo ma, soprattutto, a ogni specie di lottare per la sopravvivenza. Oggi la nostra specie inizia a essere messa in pericolo proprio a causa dell’eccesso di sviluppo della tecnologia. E sarebbe innaturale e anti-evolutivo non lottare affinché questo non accada. Esistono tanti modo per farlo. Quello più semplice è di riprendere la cultura del corpo, perché la Natura ci chiede di lottare per sopravvivere così come siamo, per difendere la natura umana per quella che è, con i suoi pregi e i suoi difetti. Tutto il resto non è evoluzione, è soltanto disumanità.

Michele Putrino

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