Il Potere della Paura


Al di là dei vari moralismi di cui è piena la nostra società moderna, è bene sapere che uno dei principali metodi per ottenere potere sugli altri è aizzare negli animi della gente la paura. Ma non bisogna pensare alle torture in stile medievale quando parliamo di paura. Infatti si ha paura di perdere il proprio posto di lavoro, di essere “degradati” o ancora più semplicemente di non ottenere un premio. Si ha paura di venire considerati non all’altezza di un compito o di non essere accettati in un gruppo. Insomma, checché ne dicano le “anime candide”, la paura è costantemente presente nella vita dei più. E, ovviamente, c’è chi sa sfruttare bene questa situazione per incrementare il proprio potere. Vediamo come.

Scrive Henrik Fexeus nel suo libro Quando fai quello che voglio io: «Fare leva sulla paura funziona meglio quando:

  1. ti spaventa a morte
  2. offre una soluzione concreta per evitare la minaccia che ti ha spaventato
  3. ritieni che l’azione proposta potrà funzionare
  4. credi di essere in grado di eseguire l’azione suggerita».

Questa sequenza di quattro punti è quella che, tipicamente, viene applicata da colui o colei che cerca di creare una situazione controllata al fine di incrementare il proprio potere.

In sostanza, il “professionista del potere” utilizza la leva della paura per spingere le persone che vuole controllare ad avere occhi e orecchie solo per ciò che li spaventa (punto 1). Se rimani chiuso in una stanza buia per lungo tempo, infatti, alla fine ti convincerai che tutto il mondo è oscuro, non importa quanto fuori splenda il sole. In una situazione del genere, quindi, il soggetto avrà un’unica priorità: liberarsi di quella paura. Naturalmente, visto che è tutto studiato a tavolino, sarà il “professionista del potere” a spiegare come uscire da quella situazione, offrendo soluzioni facili (punto 2). A quel punto il pesce avrà abboccato all’amo da cui sarà difficilissimo liberarsi. Il soggetto, infatti, pur di sganciarsi dal peso della paura farà ciò che gli viene detto di fare praticamente senza esitare (punto 3). In questa situazione, infine, poiché le azioni verranno percepite dal soggetto come lineari e in armonia tra loro, aumenterà in lui la motivazione e la tenacia nell’eseguirle (punto 4). Et voilà, il gioco è fatto.

Affinché tutto ciò funzioni alla perfezione, però, le direttive sul come fare devono essere chiare, dirette, semplici e pratiche. È sufficiente pensare al fatto, per esempio, che è estremamente più probabile finire su un sito internet perché su un post troviamo scritto “clicca qui” piuttosto che facendo ricerche mirate di nostra iniziativa.

Ora conoscete uno dei “meccanismi” più antichi, semplici ed efficaci per ottenere potere. Ne esiste un altro che, forse, è ancora più antico e più subdolo: quello che fa leva sul senso di colpa. Ma di questo parleremo un’altra volta.

A mio parere la conoscenza di un fenomeno che in ogni caso, volenti o nolenti, si presenta costantemente nelle nostre vite, è sempre cosa buona e saggia. Poi sta a voi e alla vostra coscienza utilizzare ciò che avete appreso nel modo più opportuno.

Michele Putrino

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