Come dare una stretta di mano perfetta


handshake-440959_1920La maggior parte delle persone non dà molta importanza alla stretta di mano. Quasi sempre, infatti, stringiamo la mano dell’altro in modo automatico, senza renderci conto che, a seconda di come questa avviene, il nostro interlocutore ci percepirà come tipi che si sottomettono, che vogliono dominare oppure che vogliono collaborare da pari a pari. Non solo. Attraverso essa possiamo essere noi a “calare” il nostro interlocutore in uno di questi stati emotivi. Ma, come sempre, procediamo con ordine.

Stretta di mano di chi si sottomette

Se siete dei tipi che tendono a dare la mano con il palmo rivolto verso l’alto, sappiate che la maggior parte della gente che avete incontrato finora vi percepisce come persone da sottomettere. Non che questo avvenga in maniera conscia (non sempre almeno), ma in modo del tutto inconscio; cosa che, per certi versi, è peggio. Ma la conoscenza di ciò può tonarvi molto, molto utile. Se avete bisogno, per esempio, di far credere al vostro capo che sia lui a gestire gli eventi in cui siete coinvolti (e quindi ad avere il controllo su di voi), vi basterà porgere la vostra mano in modo che le sue nocche siano rivolte verso l’alto e… voilà mesdames et messieurs, il gioco è fatto.

Stretta di mano di chi domina

Va da sé che, per il principio degli opposti, se date la mano con il palmo rivolto verso il basso, in modo da costringere il vostro interlocutore a stringervela ritrovandosi con le proprie nocche orientate verso il basso (pensate a come tendono a dare la mano i vescovi o i nobili), verrete inconsciamente percepiti come dominanti. State attenti quindi a non darla in questo modo a un potente a cui piace per natura dominare, o potete dire addio a qualsiasi apertura e disponibilità da parte sua nei vostri riguardi.

Stretta di mano di chi vuole collaborare

La miglior stretta di mano dunque (fatto salvo motivi “strategici” della tipologia che vi ho accennato) è certamente quella ben bilanciata, cioè quella in cui la vostra mano e quella del vostro interlocutore sono perfettamente il linea con le vostre reciproche spalle. In questo caso, infatti, starete comunicando al suo inconscio che lo rispettate ma che vi aspettate che venga fatto altrettanto con voi.

Volontari o involontari che siano questi diversi tipi di stretta di mano, ricordatevi che non è necessario che le mani siano girate totalmente affinché entrino in funzione questi “meccanismi emotivi”, bensì sono sufficienti dei piccoli movimenti.

Strette di mano da evitare come la peste

Per finire, vi consiglio di non dare mai, nel modo più assoluto, la mano in questo modo: a pesce lesso (moscia, sudata e fredda) e a pinza di granchio (stretta così forte da far male al vostro interlocutore). Nel primo caso, infatti, oltre a far scattare una sensazione di disgusto nei vostri confronti (non è esattamente il massimo stringere una mano viscida), comunicherete che siete dei tipi nervosi e deboli. E questo non va bene. Nel secondo caso, invece, oltre a irritare per il dolore provocato, verrete percepiti come approfittatori, nonché come eccessivamente aggressivi, di cui è meglio non fidarsi troppo. E neanche questo va bene.

Esistono ovviamente molti altri modi per stringere la mano, ma credo che queste per ora siano sufficienti per spingervi ad alzare gli occhi dallo schermo e, con gusto, andare a cercare l’occasione per porgere la mano e sperimentare queste tecniche. Buon divertimento.

Michele Putrino

Consiglia l'articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.