Esiste un’unica soluzione: vivere nel Presente


the-stones-263661_1920Nessuno è senza problemi in questo mondo. Magari può esistere un periodo più tranquillo, ma per quanto riguarda le nostre vite nella loro totalità è chiaro ed evidente come stanno le cose. “Quindi hanno ragione i pessimisti?” Naturalmente no: la vita non è solo distruzione e malessere. “Allora è giusto quello che dicono gli ottimisti?” Ovviamente anche in questo caso la risposta è no: i problemi e le tragedie esistono, spesso in modo da distruggere un’esistenza in maniera definitiva. E allora, qual è, se esiste, la giusta forma mentis per vivere in questa nostra epoca che ci riempie sempre più di ansie e paure? Ecco l’unica risposta a questa domanda: vivere pienamente la vita in ogni istante, qui e ora, nel presente e, soprattutto, accettando tutti gli aspetti della vita, belli o brutti che siano. In sostanza, vivere senza paura.

Vivere pienamente significa accettare tutto quello che succede in ogni istante della nostra vita senza fuggire in mondi immaginari creati dalla nostra fantasia o chiudendoci in ricordi di cose accadute nel passato o di eventi che potrebbero avvenire nel futuro. Siamo pronti a vivere in questo modo? La risposta è, ancora una volta, un secco NO. Ma tutto in Occidente esige a squarciagola questo nuovo modo di vivere.

Avete notato come ormai negli ultimi tempi i film e le canzoni che hanno grande successo sono tutte essenzialmente amorali? Non raccontano più “storie a lieto fine” ma rappresentano in modo duro e crudo la realtà così com’è. Mi vengono in mente le serie TV come Gomorra, Breaking Bad, House of Cards, oppure tutta la musica rap che oggi regna sovrana. Vi siete mai chiesti il perché? Certo, per i benpensanti la risposta è “Perché oggi non esistono più valori, principi, tutto è allo sfascio…”. La verità è diversa. La verità è che la gente inizia a svegliarsi da quel letargo mentale in cui sognavano di vivere in paradisi fioriti, in una vita da milionari perfetta e piena di felicità, in un mondo tutto pace e amore… Non è così, non è mai stato così e non sarà mai così il mondo reale. E sapete perché? Perché la vita per poter esistere ha bisogno di contrasti: non può esserci l’alto senza il basso, il bello senza il brutto, le cose buone senza le cose cattive, il bianco senza il nero, il piacere senza la sofferenza, la vita senza la morte… Credere di poter eliminare una delle polarità non soltanto è da sciocchi ma, più semplicemente, è impossibile.

Come è facile comprendere, una volta preso coscienza del fatto che così stanno le cose, ciò che rimane da vedere e da vivere è il mondo reale della vita quotidiana che accade ogni istante; a quel punto diventa impossibile tornare a credere in qualche mondo immaginario. E allora ecco che, come delle principessine abituate a vivere nel loro castello fatato che si ritrovano di colpo a dover sopravvivere tra la gente comune, rimaniamo inorriditi per il susseguirsi degli eventi della vita. I più, infatti, non si rendeno nemmeno conto che un giorno si ritroveranno su un letto di morte e che gli anni che separano questo momento da quello sono più brevi di quanto si possa immaginare. Vi state spaventando? Forse alcuni sì ma non dovreste perché è normale che gli occhi facciano male quando si guarda la luce del Sole dopo che sono rimasti chiusi per lungo tempo.

Se avete paura di rimanere da soli e senza guida in questo “nuovo modo di vedere il mondo” sappiate che esiste una “disciplina” antichissima che si occupa da sempre di tutto ciò e che si sta diffondendo sempre più in ogni aspetto della vita quotidiana occidentale: è lo Zen.

«Lo Zen» scriveva Daisetz Teitaro Suzuki (forse il più grande esperto di Zen mai esistito) «allena sistematicamente la mente: apre l’occhio dell’uomo al magnifico mistero che si svolge giorno per giorno, ora per ora; espande il cuore ad abbracciare l’eternità del tempo e l’infinità dello spazio in ogni loro più piccolo palpito; ci fa vivi nel mondo come se noi si camminasse nel giardino dell’Eden; e tutti questi fatti dello spirito si compiono senza il ricorso ad alcuna dottrina ma con il semplice asserire nella guisa più diretta la verità che soggiace al nostro essere profondo. Qualunque cosa ancora lo Zen possa essere, sarà pratica, ovvia, e allo stesso tempo, assai vitale».

È tempo di cambiare, è tempo di svegliarsi.

Michele Putrino

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