L’essenza di Dio è la Potenza


«Che cos’è buono? — Tutto ciò che nell’uomo accresce il senso di potenza, la volontà di potenza, la potenza stessa.

Che cos’è cattivo? — Tutto ciò che discende dalla debolezza.

Che cos’è felicità? — La sensazione del fatto che la potenza cresce, che una resistenza viene vinta.»

 

field-601209_1920

Con queste parole Friedrich Nietzsche sentenziava, in una delle sue ultime opere (L’Anticristo, § 2), cos’è buono, cos’è cattivo e cos’è la felicità secondo il suo rivoluzionario modo di vedere il mondo. Ebbene, oggi, a centoventotto anni da quando queste parole furono scritte (correva l’anno domini 1888), tutto sembra confermare questa sua analisi che, nella sostanza, non afferma altro se non il fatto che la vita esiste pienamente soltanto quando un essere va alla costante ricerca della potenza e, lì dove questo non avviene, l’essere inevitabilmente prima appassisce e poi muore. Questo fenomeno è osservabile ovunque, dai micro organismi fino alle piante, gli animali, l’uomo e le civiltà della storia. Ma che cos’è, nei fatti, la potenza?

Quando parliamo di “potenza” tutti, di primo acchito, abbiamo la sensazione di sapere bene di cosa si tratta perché, naturalmente, essendo il principio che muove il mondo, ne percepiamo la sua natura. Poi però, a furia di riflettere, ci confondiamo e, così facendo, sviamo dalla realtà.

Ogni volta che sentiamo che stiamo crescendo, che sentiamo affermare il nostro essere su qualcosa, che sentiamo accumulare energie dentro di noi, ebbene, quella è la potenza. Come è possibile intuire, dunque, nessuno potrebbe mai fare qualcosa né, tanto meno, avere la voglia di vivere senza provare queste sensazioni. Eppure, direttamente o indirettamente, la nostra società – per una sorta di masochismo nemmeno tanto celato – condanna queste sensazioni come se fossero il male assoluto esaltando, invece, il loro opposto, e cioè passività, debolezza, povertà e livellamento.

Quotidianamente ci ritroviamo ad avere a che fare con una società che disprezza chi cerca di crescere e di affermarsi; e così vediamo imprenditori, manager e lavoratori di ogni sorta soffrire dell’eterno conflitto tra il lottare per affermare la propria attività e il sentirsi in colpa per quello che stanno facendo; per non parlare di uno Stato che cerca, con le sue infinite leggi, di controllare tutto e tutti al fine di mantenere chiunque allo stesso livello. Anche l’istituzione ecclesiastica, ovviamente, non è da meno: questa, infatti, invece di dare a ognuno di noi strumenti e metodi per vivere una vita piena e in armonia con Dio – tanto da farci sentire parte integrante e in funzione di qualcosa di più grande delle nostre singole vite – sembra invece preoccupata solo di aumentare il numero dei propri adepti e di diffondere concetti che non fanno altro che umiliare tutto ciò che è vitale, vivo, reale. Dobbiamo dunque stupirci se oggi in Occidente pervade ovunque l’ansia, la depressione nonché la paura di agire e di fare?

Se vogliamo tornare a vivere ogni istante – sia esso terribile o pieno di gioia – in modo pieno ed energico, allora dobbiamo ritrovare una visione spirituale seria e reale della vita. Ma una tale “visione spirituale” l’avremo solo quando impareremo che tutto ciò che avviene nel mondo accade per affermare un atto di potenza e che questa potenza, questa energia così vitale che tutti noi percepiamo, è l’essenza divina che tutto muove. Per dirla con parole più poetiche, la potenza è la linfa che scorre nelle vene di Dio.

Se sei un imprenditore o un dirigente quindi ricorda: ogni volta che stai lavorando per espandere la tua azienda stai facendo scorrere “linfa vitale” nel mondo e, per questo vieni “premiato” con un incremento di risorse, di serenità (anche di fronte a terribili problemi) e di sensazione di potenza perché stai compiendo il dovere che la vita ti ha assegnato. Ma lo stesso vale se sei un funzionario dello Stato, un impiegato, un manovale, un padre o una madre, un semplice cittadino o qualsiasi altro ruolo tu stia svolgendo in questo mondo. E se non sai quale sia il tuo ruolo, parti da dove sei e comincia ad affermare con forza (e quindi con potenza) qualsiasi cosa tu abbia tra le mani.

Se seguirai la potenza allora starai seguendo il flusso vitale che scorre nell’Universo ed è allora che apparirà chiara la via che dovrai percorrere.

Michele Putrino

 

Consiglia l'articolo