Gesti, Chimica ed Emozioni


surfer-1031311_1920Sto sviluppando un programma di allenamento motivazionale che si basa sull’imitazione gestuale e che ho chiamato PAMIG (acronimo di Programma di Allenamento Motivazionale per Imitazione Gestuale appunto) che consisterà nel ripetere dei determinati gesti che riescano ad accendere tutto il sistema motivazionale al fine di ricaricarci di energia ogni volta che ne avremo bisogno. Si tratterà di qualcosa di molto simile al tipo di allenamento che fanno i trainer delle palestre soltanto che, invece di agire sui muscoli, agiremo sui gesti (con l’utilizzo, ovviamente, anche della Visualizzazione). Ecco perché è nato questo progetto.

Viviamo in un’epoca in cui sembra che la maggior parte delle cose che accadono nelle nostre vite si presentino soltanto per farci a pezzi. Problemi a lavoro, problemi in famiglia, problemi con la propria compagna o il proprio compagno, problemi economici, problemi di salute e Dio solo sa cos’altro. Non solo. Anche quando le cose esterne non sembrano poi andare così male, ecco apparire la solitudine o il sentirsi completamente inutili (stato emotivo che psicologi e filosofi definiscono “nichilismo”). Esistono molte spiegazione per questa situazione ma, se ci riflettete bene, in passato le cose non è che andassero meglio: guerre, carestie e pestilenze erano all’ordine del giorno, eppure sembra che allora esistesse molta più forza d’animo. E quindi, cosa c’era allora che consentiva di essere “più resistenti” e che adesso non c’è più? Ovviamente esistono molte spiegazioni ma io sono convinto che la principale è dovuta al come si vede sé stessi e, quindi, al proprio atteggiamento.

Se ci avete mai fatto caso, tante volte è sufficiente fare una certa espressione, come un ringhio ad esempio, per sentire una carica di energia nel nostro corpo. Questo perché nel nostro cervello quel gesto è associato all’azione primordiale di scagliarsi contro una preda; di conseguenza, affinché l’attacco possa essere portato al successo, nel nostro cervello viene rilasciata la dopamina, una sostanza che, come spiega bene e in poche parole Paul McKenna, «crea una sensazione di carenza nel nostro corpo, come se non potessimo fare a meno di possedere ciò che vogliamo». E così, con l’aumento dei battiti del cuore e l’aumento della pressione corporea, sentiamo un irrefrenabile bisogno di agire, di prendere, di conquistare ciò che vogliamo.

Una volta raggiunto l’obiettivo, il nostro cervello ci ricompensa rilasciando un’altra sostanza, la serotonina, detta anche “ormone del buonumore”. «L’interazione nel nostro corpo fra questi due messaggi chimici» continua McKenna, «ha luogo tutti i giorni, ogni giorno. Ci muoviamo di continuo fra desiderio e realizzazione del desiderio e tutto il gioco è regolato dalla chimica del cervello». Insomma, quello che comunichiamo al nostro cervello fa attivare una serie di reazioni biochimiche che alla fine ci fa provare le emozioni che proviamo nel nostro quotidiano. E, poiché il grosso della comunicazione avviene attraverso il linguaggio non-verbale e, quindi, il linguaggio del corpo, possiamo cambiare le emozioni che proviamo assumendo una certa postura, un certo gesto o una certa espressione. Ma, ancora, per poter cambiare le nostre ordinarie espressioni abitudinarie che evidentemente sono demotivanti, la scienza ci insegna che il miglior modo è attivando i neuroni specchio che sono, come riportato da Wikipedia, «una classe di neuroni che si attivano quando un individuo compie un’azione e quando l’individuo osserva la stessa azione compiuta da un altro». In sostanza, è attraverso l’osservazione e l’imitazione di gesti degli altri individui che gli animali superiori e noi esseri umani apprendiamo i comportamenti (proprio per questo motivo le scimmie e i bambini tendono a ripetere i gesti degli adulti, trasformando il tutto in un gioco).

12077225_10201281335192037_341744304_nPresto, dunque, libri, video-corsi online, DVD e naturalmente corsi dal vivo con il metodo PAMIG, in modo da trovare facilmente la nostra ricarica di energia quotidiana.

 

Michele Putrino

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