Cosa vuol dire veramente Pensare Positivo


positive-725842_1920Che cosa vuol dire “essere positivi”? Forse che ce ne dobbiamo andare in giro saltellando da una parte all’altra ridendo sempre, in qualsiasi situazione, anche in quelle tristi e orrende, come dei protagonisti di un film demenziale? Naturalmente no. Eppure è proprio questa l’immagine che molti vedono di sé stessi quando qualcuno gli dice “pensa positivo!”. E infatti ecco che preferiscono immaginarsi donne o uomini dall’ “animo dannato”, visto che è parte del credo collettivo l’idea che le persone intelligenti soffrono e solo gli stupidi ridono (avete presente quel famoso detto “il riso abbonda sulla bocca degli sciocchi”?). Le cose, per fortuna, non stanno così.

“Essere positivo” significa essere in grado di trovare un’utilità a qualsiasi cosa. Per comprendere un’affermazione così forte dobbiamo, prima di tutto, far nostra l’idea che una cosa è utile non soltanto quando lo è a noi ma anche quando è utile agli altri, senza puntare a un nostro calcolato tornaconto. Vediamo di capirci.

Una vostra amica vi sta confidando di sentirsi la persona più inutile di questo mondo, che non riesce a trovare uno scopo nella vita perché è priva di qualsiasi qualità. Voi, se siete dei veri amici e non state pensando a dove avete parcheggiato la macchina, cosa fate? La assecondate? Ovviamente no. Le dite che le cose non stanno come crede lei, che possiede molte qualità che in pochi altri possiedono e quant’altro. E lo fate perché deve esserci un ritorno materiale immediato? Ma figuriamoci, siete dei veri amici mica degli opportunisti! Eppure un ritorno per voi deve pur esserci. Ma se non è un ritorno materiale, allora di che tipo di “ritorno” stiamo parlando? Beh, di quel tipo di ritorno che i soldi non possono comprare, e cioè quello di vedere una persona con cui condividete molto tornare a essere felice, tanto felice da contribuire a sua volta alla vostra di felicità. E già perché la felicità è contagiosa: basta avere a che fare con qualcuno che è felice e che ci è simpatico per esserne “contagiati”.

Tutto ciò vale non solo quando siamo tra amici e persone a noi care, ma anche in ambito lavorativo dove, ovviamente, questa volta il nostro tornaconto è effettivamente materiale. Facciamo un esempio. Dovete chiedere al vostro capo dei giorni di permesso perché la casa che vostro zio vi ha lasciato in eredità, e che si trova a più di ottocento chilometri da voi, è pericolante e il comune la vuole abbattere. E tutto questo proprio mentre il team di cui fate parte è impegnato in un importante progetto. Il vostro capo, lo sanno tutti, è un tipo scorbutico a cui non importano affatto i fatti vostri. Per lui esistete soltanto in quanto “ingranaggio” del suo lavoro. Che cosa fate? Di certo non potete andare a piangere da lui per i problemi che state attraversando. Ma voi una soluzione la dovete trovare, mica vi possono buttare giù una casa come se fosse un sacco di immondizia! L’unica soluzione fattibile è la seguente: fargli capire che la preoccupazione per il vostro problema vi distrae seriamente e che, forse, è meglio qualche giorno di stacco dal lavoro per risolvere la questione, ed evitare così che il vostro stato d’animo incida negativamente anche sul rendimento del team. Se il vostro capo è una persona intelligente, capirà che quello che state dicendo è vero: una persona molto distratta in un gruppo rischia seriamente di creare problemi sul lavoro che si sta svolgendo. Ergo, meglio concedere qualche giorno di ferie che ritrovarsi una palla al piede. E questo per il suo bene!

Ecco, dunque, cosa vuol dire pensare positivo: tirar fuori soluzioni utili anche – e soprattutto! – dalle situazioni problematiche o addirittura disastrose.

Tutte le scoperte, le grandi invenzioni e, più in generale, qualsiasi cosa abbia fatto evolvere l’uomo fino a fargli raggiungere il grado di civilizzazione che possiede oggi, sono nate da problemi da cui ha saputo trarre utilità. Saremmo mai riusciti a costruire le case in cui viviamo se non fosse stato difficoltoso vivere nelle foreste? O avremmo mai potuto inventare la locomotiva, l’automobile e l’aeroplano se i lunghi viaggi che si facevano a piedi o a cavallo fino a qualche secolo fa non fossero stati estenuanti e irti di pericoli? Tutte queste cose, e tante altre ancora, sono state fatte cavalcando il motto “di necessità virtù”, portando al successo i loro inventori.

“Essere positivi” e quindi “pensare positivo”, inoltre, è fondamentale per essere apprezzati da chi vi circonda. Se siete persone che sanno non solo risolvere i problemi ma che, addirittura, riescono anche a sfruttare questi problemi per creare una nuova situazione, non credete che la gente vi verrà a cercare ogni volta che si presenterà l’occasione?

Michele Putrino

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