Esiste il Destino?


clock-439147_1280È capitato a tutti noi – dopo innumerevoli tentativi di migliorarci, di superare i problemi, di credere che “si può fare!” – di gettare la spugna e dire: “Tanto è tutto inutile… non cambia mai niente…”. A questo punto perdiamo ogni speranza e ci lasciamo trasportare dagli eventi come un tronco dalle correnti dell’oceano. E vediamo che, in fin dei conti, le cose vanno esattamente come prima… E allora ci convinciamo che è tutto predeterminato, che siamo veramente esseri trasportati dalle correnti del Fato. Eppure, eppure, accadono degli eventi che ci convincono di essere noi gli artefici nel nostro destino: sentiamo, percepiamo che è così. Ma, ancora, in altri momenti più cupi, rivolgendo lo sguardo agli eventi di cui noi ci siamo sentiti gli artefici, notiamo soltanto una serie di concatenamenti di cause che ci hanno portato a prendere quelle determinate decisioni; dunque, anche in quei casi, ci diciamo: “Sono state delle ‘forze’ a spingermi a ‘fare’… io non ne ho nessun merito”. Appare dunque evidente che delle volte siamo sicuri di essere noi a determinare la nostra vita e altre, invece, in cui siamo certi di non essere altro che delle foglie trasportate dal vento… Qual è la verità?

Se riflettiamo con attenzione, sembra proprio che Volontà e Destino si escludono a vicenda. In sintesi: o esiste l’una o esiste l’altro; almeno questo è vero se manteniamo il significato di queste due parole così come le abbiamo sempre intese. E se, invece, la Volontà non fosse altro che la “spinta” a compiere ciò per cui siamo nati, la forza che ci porta a realizzare il nostro Destino?

Da qualsiasi posizione ci poniamo a guardarlo, tutto l’esistente non potrà che essere un Tutt’Uno: un grande sistema dove ognuno di noi è una parte fondamentale e necessaria a tutto il resto. È sufficiente osservare l’armonia presente tra gli animali, in una foresta o anche in una grande metropoli per rendersene conto. Ogni cosa influenza un’altra cosa che influenza un’altra cosa e così via, fino a essere essa stessa influenzata da tutto questo movimento. E se tutto ciò vale per ogni cosa esistente, allora vale anche per ognuno di noi. Non appare dunque ovvio che ogni essere umano – nessuno escluso – ha uno scopo, una missione da compiere? Ma la domanda che, altrettanto ovvia, può sorgere a questo punto è: “Se non ne sono a conoscenza, come faccio a capire qual è il mio ruolo in questo mondo?”. La risposta è più semplice di quanto possa sembrare: Non devi chiederti qual è il tuo “ruolo” poiché esso si rivelerà soltanto in un modo, e cioè seguendo la tua volontà. La Volontà è la bussola che ci indica le strade necessarie da percorrere per il nostro viaggio. Per quanto “sbagliate” queste strade possano sembrare, ciò che la nostra volontà ci obbliga a fare è ciò che è necessario al fine di compiere lo scopo per cui siamo nati.

Dunque perché vivere quotidianamente con tensioni e paure?

È vero quindi: ognuno è spinto da un proprio destino, ma questo non deve essere visto come un “diventare passivi” davanti agli accadimenti della vita. Tutt’altro! Il comprendere questo ci tranquillizza di fronte alle “spinte” che sentiamo all’interno del nostro animo, quelle spinte che ci fanno dire “io voglio!”. Già perché sono proprio quelle spinte che ci dicono “tu sei nato per fare questo!”. E allora ecco che vediamo svanire di fronte ai nostri occhi ogni “rammarico”, ogni “risentimento” e ogni “angoscia” per gli “errori” che abbiamo compiuto in passato: essi infatti non sono “errori”, bensì necessità finalizzate a svolgere il compito per cui siamo venuti al mondo. Come scriveva Nietzsche: «Il nostro destino esercita la sua influenza su di noi anche quando non ne abbiamo appreso la natura».

Qualcuno potrebbe obiettare che questo, per qualche natura “violenta”, potrebbe suonare come un invito a persistere e incrementare la sua violenza. Io invece sono convinto che, sebbene qualche “mente debole” possa cadere nell’immediato in questo errore, a lungo andare una siffatta visione del destino porterebbe un grande equilibrio e un vero rispetto tra noi esseri umani. Se io domani mattina, ogni volta che incontro una persona la vedo come parte del Tutto e vedo che ogni sua azione ha un perché finalizzato al grande ordine delle cose, come potrei mai adirarmi contro di lui? Certo, magari lo fermerò se lo vedrò agire in un modo che per me è sbagliato, ma non lo giudicherò, non lo odierò. Sembra strano che si possa agire contro qualcuno senza odiarlo? Allora immaginate per un istante di essere dei pastori: voi potreste mai odiaregiudicare un lupo che cerca di prendere una delle vostre pecore? Naturalmente no. E perché? Perché sapete che il lupo si muove secondo la sua natura… ma anche voi vi muoverete secondo la vostra natura, che è quella di custode del gregge! In sostanza è un po’ il “rispetto per il nemico” che si predicava nell’antichità, proprio perché nell’antichità si era coscienti che è tutto un grande gioco delle parti.

Come diceva, con magnifiche parole, Martin Luther King:

Se non puoi essere un albero, sii un cespuglio.
Se non puoi essere un’autostrada, sii un 
sentiero.
Se non puoi essere il sole, sii una 
stella.
Sii sempre il meglio di ciò che sei.
Cerca di 
scoprire il disegno che sei chiamato ad essere. Poi mettiti con passione a realizzarlo nella vita

Iniziamo ad accettare e a realizzare con coscienza il destino per cui siamo nati e finalmente inizieremo a vivere.

Michele Putrino

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