La Forza dell’Entusiasmo


Il periodo che stiamo vivendo è caratterizzato da un minimo comune denominatore che accomuna tutte le classi sociali e tutte le generazioni, dalle più giovani alle più anziane: è la sfiducia verso il futuro. Quasi più nessuno, almeno in Italia, riesce a vedere un grande avvenire per sé o per i propri figli. Quello che si sente dire in continuazione è che, per la prima volta, i figli di un’intera generazione si trovano a vivere un presente e a sperare di vivere un futuro peggiori di quelli dei loro genitori. Ebbene, se continuiamo a pensarla così le cose andranno certamente così.

Tutto ciò che l’essere umano ha sempre fatto è nato, prima di tutto, da un grande sogno con cui poi qualcuno ha plasmato la propria vita, persistendo fino a tramutarlo in realtà. È sufficiente osservare i grandi mutamenti avvenuti nella storia umana per convincersene: San Paolo, sull’onda della sua enorme fede e del suo smisurato entusiasmo, fece in modo che una piccola e frammentata setta religiosa, simile per dimensioni a tante altre del mondo allora conosciuto, divenisse addirittura la religione ufficiale di un impero che da sempre aveva fatto vanto del proprio panteismo! Giovanna D’Arco, da semplice contadina adolescente vissuta in un’epoca fortemente aristocratica e maschilista qual era il tardo medioevo, condusse una grande nazione alla vittoria perché fortemente convinta che Dio glielo avesse ordinato. Napoleone Bonaparte, a furia di emulare Alessandro Magno e Giulio Cesare, da insignificante ufficiale divenne quel Napoleone che tutti oggi conosciamo. Martin Luther King fece fare uno dei più grandi passi in avanti all’umanità soltanto perché era convinto di avere un sogno.

Naturalmente questi sono solo alcuni dei tanti esempi che dimostrano il grande potere che si nasconde dietro la fede in un sogno. Ecco, osservando la vita di tutti quegli uomini e quelle donne che hanno lasciato un forte segno nella storia, ci accorgiamo proprio di questo: anche le cose che possono sembrare incredibili sono realizzabili se costantemente immaginate in maniera vivida e con forte entusiasmo. Esistono innumerevoli spiegazioni, da quelle più razionali a quelle più azzardate, del perché questo avvenga. In ogni caso, quello che a noi interessa è che questo avviene. E non è necessario guardare alle grandi rivoluzioni storiche per capirlo; è sufficiente osservare gli eventi della nostra vita.

Ogni volta che abbiamo trasformato un nostro desiderio in realtà, il primo passo compiuto non è stato forse quello di immaginarlo come se si fosse già realizzato tanto da provare emozioni talmente forti che l’evento stesso, nella realtà, non sarebbe mai stato in grado di farci provare? Sono sicuro che ognuno di noi ha avuto modo di provare quest’esperienza.

Quando immaginiamo fortemente un nostro obiettivo come se fosse già realizzato, fino a provare le emozioni che proveremmo nel viverlo realmente, allora avviene in noi quella sensazione che definiamo entusiasmo.

Senza entusiasmo nulla di nuovo è veramente realizzabile. Senza entusiasmo non esiste creatività. Senza entusiasmo, insomma, non possiamo dirci realmente “vivi”. Tutto questo i greci lo avevano ben compreso. La parola “entusiasmo”, infatti, è un termine greco che indica proprio il momento in cui ci si lega con il divino, dunque con la forza creatrice.

Eppure, alla luce di tutto questo, la maggior parte delle persone continua a definirsi “realista”, sottintendendo attraverso questa parola che “la vita è uno schifo”, che “non cambierà mai nulla” e che chi la pensa diversamente “è uno sciocco illuso che vive tra le nuvole”. Ebbene, il nocciolo di tutto il nostro discorso è, come abbiamo capito, che ognuno di noi alla lunga si ritrova a vivere la vita che immagina fortemente. Ma se siamo convinti che “la vita è uno schifo”, non ci ritroveremo forse a vivere proprio “da schifo”?

Sono le nostre convinzioni a dirigere i nostri comportamenti e le nostre azioni. Purtroppo però, la maggior parte delle convinzioni che ci sono state inculcate erano state concepite per funzionare in alcuni ben determinati sistemi sociali. E il loro lavoro, nel loro tempo, lo hanno svolto alla perfezione. Ma oggi non solo non sono più valide, addirittura molte volte possono risultare controproducenti. È chiaro quindi che, applicandole senza ottenere il risultato che ci era stato “garantito”, ne deriva una nostra grande disillusione. Il problema è che non ci viene quasi mai il dubbio che magari sono proprio le cose di cui siamo convinti a non funzionare.

Bisogna cambiare le proprie convinzioni se si vuole cambiare la propria vita; e per cambiarla in positivo è necessario avere convinzioni positive; e per fare questo occorre avere una meta da seguire con fede, con una forte fiducia in se stessi e nella capacità degli esseri umani, perché è vero che ci sarà sempre chi ci ostacolerà, chi non crederà in noi, ma è anche vero che il mondo è pieno di persone con i nostri stessi sogni, con la nostra stessa “visione del mondo” e che desiderano vederli diventare, come noi, realtà.

Come ha sintetizzato alla perfezione Napoleon Hill:

Se credi di essere battuto, lo sarai.

Se ritieni di non saper osare, non oserai.

Se vorresti vincere, ma pensi di non riuscirci, è quasi certo che fallirai.

Se immagini di perdere, hai già perso, perché nel mondo è vero che il successo inizia dalla volontà dell’individuo, è nella sua mente.

Se credi di venir surclassato, lo sarai.

Per elevarti devi puntare in alto, devi essere sicuro di te prima di poter vincer un premio.

Le battaglie umane non arridono sempre all’uomo più forte o veloce.

Prima o poi l’uomo che vince sarà l’uomo che crede di poter vincere.

Ogni altra parola in aggiunta sarebbe superflua.

Tratto dal libro Motivarsi e motivare. Per ritrovare entusiasmo, energia e voglia di fare, pubblicato il 28 ottobre 2015. Autore: Michele Putrino

Disponibile per l’acquisto presso Amazon, Google Play, Kobo, Apple iTunes, IBS, La Feltrinelli, Mondadori Store e in tutte le più importanti librerie online.

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